Rubriche - La parola agli animali
Scritto da Alina Venerdì 27 Gennaio 2012 15:49
L'analogia oscena tra olocausto e animali è un parallelismo forte e violento: consiste nell'accostare i moderni allevamenti industriali a dei campi di concentramento, e l'attuale opera di sterminio animale a quella perpetrata settant'anni fa dalla Germania hitleriana.
Dalla maggior parte delle persone questa analogia viene considerata come un qualcosa di stupido e di provocatorio, ma ciò solo perchè il suo concetto viene frainteso, come fraintesa è la sua intezione.
E' senza ombra di dubbio un nodo molto scottante, che però diversi autori hanno trattato con attenzione: Isaac B. Singer, autore ebreo premio Nobel per la letteratura, Primo Levi, Coetzee, Charles Patterson nel suo libro ''Un'eterna Treblinka'', e molti altri.
Quindi coloro che per primi hanno posto all'attenzione del pubblico questa analogia, sono proprio gli stessi reduci dell'Olocausto, persone che l'hanno vissuto sulla loro pelle e ne hanno sperimentato l'orrore da vicino.
Il ricorso a similitudini animali è una costante di tutti i resoconti dei reduci ebrei sulle deportazioni, e spesso l'analogia viene posta in luce in maniera del tutto esplicita.
Isaac B. Singer, autore ebreo e premio Nobel per la letteratura, ha affermato:
''Si sono convinti che l'uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti sono tutti nazisti: per gli animali Treblinka dura in eterno''.
Questa affermazione ha ispirato il titolo del libro di C. Patterson ''Un'eterna Treblinka''.
Ed ecco allora che quando sono gli stessi reduci dello sterminio nazista a portare all'attenzione del mondo l'analogia oscena, questa prende dei toni davvero diversi, impossibili da ridurre a semplice slogan animalista. Loro ci dicono che sta succedendo di nuovo, solo che questa volta i perseguitati non siamo noi, e il campanello d'allarme è spaventoso e suona per tutti.
Per comprendere appieno l'intenzione degli autori che hanno portato alla luce questo parallelismo, occorre tenere bene a mente la tematica della memoria: dopo l'olocausto non dobbiamo dimenticare per nessun motivo quello che l'uomo è stato capace di fare.
Siamo sicuri di non averlo dimenticato? Siamo sicuri che non si stiano macchinando simili crimini oggigiorno? Davvero non ci rendiamo conto su chi ricade tutta la nostra violenza?
Per ricevere le risposte a tutte queste domande, basta leggere le parole di Isaac Singer: NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI TUTTI SONO COME NAZISTI.
Quel ''TUTTI'' è in riferimento al fatto che non è una singola nazione a perpetrare il delitto, ma tutte quelle nazioni che hanno raggiunto un certo grado di sviluppo.
Certo, nessuno di noi fa parte di un partito politico totalitario, nessuno di noi è un agente delle SS di un ipotetico Partito Estremista per lo Sterminio Animale, e nessuno di noi partecipa in prima persona ai delitti, eppure se è in atto un opera colossale di sterminio e di dolore a danno degli animali, noi ne siamo sicuramente coinvolti. Forse siamo tutti un pò come coloro che avevano non lontano da casa un campo di concentramento, siamo tutti un pò come quegli uomini che mentre il Reich perpetrava i più orrendi massacri, facevano finta di non sapere, volevano non sapere.
Primo Levi, autore italiano scampato al campo di Auschwitz, nella sua opera ''I sommersi e i salvati'', un breve e intenso lavoro saggistico sui lager e sulla sua personale esperienza ad Aushwitz, parla anche di questo, ovvero di chi in un certo modo era corresponsabile, di chi volutamente non vedeva quello che succedeva accanto alla propria abitazione.
Levi scrive della possibilità che avevano molti abitanti della Germania di andare a prelevare a piacimento ogni genere di vestiario di poco valore dai magazzini collegati ai campi di sterminio, e di conseguenza si chiede come fosse mai possibile che uomini e donne che sceglievano tra migliaia di indumenti, tra migliaia di scarpe grandi, medie e piccole da bambino, non sapessero cosa ci fosse dietro.
Allo stesso modo, per quanto il paragone faccia davvero correre i brividi, chi si ritrova in un supermercato davanti un enorme banco frigo pieno di spalle, coscie, interiora e perfino cervella, e da questo banco preleva senza darsi pensiero, non può che essere corresponsabile della gigantesca macchina del dolore che vi sta dietro.
Va inoltre detto che l'oscena analogia si dispiega in modi diversi e specifici: nel modo in cui venivano trasportate le vittime, nel modo in cui venivano trattate, e nelle basi ideologiche per cui chi è diverso è considerato inferiore e non ha alcun diritto.
Abbiamo citato ''I sommersi e i salvati'' di Primo Levi: in questo libro egli instaura spesso espliciti paragoni tra il modo in cui venivano trattati i prigionieri e il modo in cui vengono trattati gli animali.
Quindi chi è sconvolto dall'analogia oscena tra olocausto e animali, se la prenda con persone come Isaac Singer e Primo Levi, i quali, sopravvissuti all'inferno dei campi di concentramento, hanno denunciato un altro inferno, quello dell'olocausto animale.
Per terminare questo articolo voglio riportare alcuni passaggi fondamentali di una lettera scritta da Edgar Kupfer-Koberwitz, prigioniero in un campo di concentramento di Dachau:
''Caro amico,
mi chiedi perchè non mangio carne e ti domandi per quale ragione mi comporto così. Forse pensi che ho fatto un voto o una penitenza che mi priva di tutti i piaceri del mangiar carne. Ascolta: io rifiuto di mangiare animali perchè non posso nutrirmi della sofferenza e della morte di altre creature. Rifiuto di farlo perchè ho sofferto tanto dolorosamente che le sofferenze degli altri mi riportano alle mie stesse sofferenze.
So cos'è la persecuzione, so cos'è la prigionia, so cos'è la sofferenza e so cos'è la morte.
Io penso che gli uomini saranno uccisi e torturati fino a quando gli animali saranno uccisi e torturati. Penso che ci saranno prigioni finchè gli animali saranno tenuti in gabbia.
Penso che sia arrivato il momento di sentirci oltraggiati dai grandi e dai piccoli atti di violenza e di crudeltà che noi stessi commettiamo, ed essendo più facile vincere le piccole battaglie, penso che dovremmo cercare di spezzare prima i nostri legami con le piccole violeze e le piccole crudeltà per superarle per sempre. Poi verrà il giorno che sarà facile per noi combattere anche le crudeltà più grandi.
Il punto è questo: io voglio vivere in un mondo migliore, dove una più alta legge conceda più felicità a tutti''. Â
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Rubriche - La parola agli animali
Scritto da Alina Mercoledì 25 Gennaio 2012 10:59
L'Italia in queste ore è paralizzata dal blocco dei tir causato dallo sciopero degli autotrasportatori, e i disagi ci sono e non hanno tardato a farsi sentire: danni economici per mezzo miliardo, sessantasette richieste di nuova cassa integrazione, perdite registrate nel commercio e nell'agricoltura, gli scaffali dei supermarket vuoti, i distributori senza più benzina, tonnellate di frutta e verdura che marciscono lontano dai mercati e persino una vittima. Ci sono però anche vittime che non hanno una voce e che non possono neppure chiedere pietà : gli animali trasportati nei tir.
Maiali, agnelli, polli, equini e bovini non solo devono sopportate ore ed ore, se non addirittura giorni, di trasporto in condizioni disumane per poi finire sgozzati in un macello, ma ora, a causa dello sciopero, la loro sofferenza si allunga a dismisura, e loro restano lì in attesa di morire.
La LAV, Lega Anti Vivisezione, ha pertanto rivolto un appello ai Ministri della Salute e dei Trasporti affinchè vengano bloccati i trasporti degli animali vivi fino a che lo sciopero non sarà terminato.
Dello stesso avviso è l' ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, che vede le proprie Guardie Zoofile preallertate al fine di monitorare meglio la situazione.
Marco Bravi, responsabile nazionale del Servizio Guardie Zoofile dell' Enpa, ha dichiarato: ''Siamo pronti ad intervenire dove vi fossero situazioni di emergenza. Mi auguro tuttavia che ciò non accada. Mi appello alla ragionevolezza degli scioperanti, affinchè tengano nella giusta considerazione le particolari esigenze dei trasporti con animali e non ne ostacolino il transito. Se non vengono nutriti e dissetati, e se non scendono dal trasporto all'interno del quale sono ammassati a decine e con poco spazio a disposizione, gli animali da reddito rischiano di avere serissimi problemi di salute che potrebbero anche causarne la morte, o stati di ipotermia tali da aggravare ulteriormente il loro disagio e la loro sofferenza ''.
I cosiddetti ''lunghi viaggi della morte'' devono dunque continuare e non essere bloccati, oppure devono essere momentaneamente interrotti.
Chiaramente la sostanza non cambia: gli animali finiranno macellati comunque.
In attesa di un mondo diverso, in cui gli animali, in qualità di creature viventi ed esseri senzienti, non debbano più essere definiti da ''reddito'' e massacrati in un'orrida catena di montaggio, si invitano gli automobilisti a segnalare alla Polizia Stradale situazioni limite che coinvolgano questi deleritti condannati a morte.

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Rubriche - La parola agli animali
Scritto da Pietro Martedì 24 Gennaio 2012 17:41

Pochi mesi ancora e inizieranno gli Europei di calcio. La 14esima edizione di questo torneo si svolgerà dal 1 giugno all'8 luglio. I paesi che ospiteranno l'evento saranno Polonia e Ucraina. Sin dai primissimi tempi dell'assegnazione i due paesi hanno avuto fortissimi problemi nell'organizzazione degli Europei. Problemi di rilievo che più volte hanno prospettato una nuova assegnazione ad altri paesi in corsa (tra cui anche l'Italia). La Polonia ad esempio ha chiesto sin dall'inizio che la consegna dei nuovi stadi fosse rimandata al 2011 e non al 2010. Ma il paese che ha avuyto maggiori problemi è stata l'Ucraina, al punto che la stessa Polonia è stata più volte in procinto di chiedere alla Germania di intervenire e sostituire la stessa Ucraina nella coorganizzazione dell'evento ovviamente dicisioni questa che spettano poi sempre alla UEFA. Nonostante tutto, la preparazione è andata avanti e ora i due paesi sono pronti per la vetrina internazionale. L' Ucraina addirittura sta curando tutto nei minimi particolari. Ad esempio per il decoro della città ha pensato anche al "problema" dei randagi. Il numero di animali che gira tra le strade è per gli organizzatori troppo elevato e evidentemente viene visto come un cattivo biglietto da visita. Per questo già da alcuni mesi è stata avviata un'operazione per risolvere il "problema" che consiste nell'uccidere i cani e i gatti presenti in strada. Il caso è stato denunciato più volte da gruppi e associazioni animaliste e lo scorso novembre era stata la stessa Uefa, di concerto con il ministero dell'ambiente ucraino, ad intervenire pubblicamente rendendosi disponibile a sostenere campagne di sterilizzazione di massa e la costruzione di canili dove ospitare i trovatelli. Ma nonostante le prese di posizione ufficiali, la situazione a Kiev e nelle altri principali città dell'Ucraina non è affatto migliorata e i cani continuano ad essere eliminati. Se la vicenda è balzata agli onori delle cronache internazionali lo si deve anche alle denunce di un fotografo italiano, Andrea Cisternino, che da Como si è trasferito due anni e mezzo fa a Kiev per amore e ora vive nella capitale assieme alla moglie. Attivista animalista da sempre, è entrato in contatto con i volontari locali che cercano di porre un freno alle uccisioni. E ha messo a disposizione il suo obiettivo per documentare quanto le sole parole non sono sufficienti a raccontare.«I randagi vengono sterminati soprattutto di notte - racconta il fotoreporter -, quando nessuno vede e nessuno può intervenire
Scritto da Pietro Martedì 24 Gennaio 2012 17:27

IL SOGNO DEL PARCO LINEARE
Il 06/10/2009 il Sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, in conferenza stampa illustrava il progetto di riqualificazione previsto il recupero, per attività sociali e culturali, delle stazioni della Circumvesuviana di Boscoreale e Boscotrecase e utilizzo della strada ferrata quale pista ciclabile e percorso pedonale e fitness. Recupero delle stazioni della Circumvesuviana di Boscoreale e Boscotrecase e utilizzo della strada ferrata, circa milleduecento metri, nel tratto compreso tra i due comuni, quale pista ciclabile e percorso pedonale e fitnes. Questi, in sintesi, i punti chiave del progetto “parco lineare”, presentato stamattina dal sindaco Gennaro Langella nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala giunta di Boscoreale. Il progetto, formulato dalla società di trasporto vesuviano su rotaia, è stato presentato in virtù dell’imminente apertura del nuovo percorso ferroviario interrato che collegherà Torre Annunziata a Boscoreale. Di qui la decisione di promuovere un programma di riqualificazione che prevede la riconversione delle due stazioni in strutture polivalenti e la realizzazione di un “parco lineare” sulla ex strada ferrata della linea oggi utilizzata dai treni circumvesuviana. L’attuale stazione di Boscoreale, in base alle indicazioni fornite dal primo cittadino, sarà interamente votata ai giovani, con la creazione di una biblioteca-sala lettura, di un “internet point” e di un bar a piano terra, mentre al primo piano saranno previste due sale per convegni, dibattiti e cineforum. Anche la terrazza all’aperto del primo piano sarà utilizzata per convegni e dibattiti. La stazione di Boscotrecase, invece, ospiterà una biblioteca e un centro di accoglienza per gli anziani. Il progetto è stato già approvato dall’amministrazione di Boscotrecase, guidata dal sindaco Agnese Borrelli – assente all’incontro con i giornalisti –, mentre la giunta comunale di Boscoreale lo approverà al massimo entro domani. Secondo uno studio di settore, ci vorranno circa tre milioni di euro per il “parco lineare” e altri due per la riconversione degli immobili delle due stazioni. Il tutto in attesa dell’approvazione del finanziamento della Regione Campania che potrebbe già arrivare entro fine del corrente anno. Il progetto, redatto da uno studio associato di architetti di Napoli, visto che insiste nella “terra della pietra lavica” prevede un massiccio utilizzo di pietra lavica bocciardata e levigata lungo i percorsi ciclabili e pedonali, ma anche sui muretti di contenimento. Insomma il percorso di milleduecento metri sarà un vero “percorso di pietra vesuviana”.
LA FINE DEL SOGNO, LA COSTRUZIONE DEI MURI DELLA VERGOGNA
Con nota della Circumvesuviana del 04/01/2012 inviata ai comuni interessati Boscotrecase e Boscoreale si infrange il sogno del parco lineare, si comunica che si è reso necessario procedere alla chiusura dei varchi in corrispondenza degli ex passaggi a livello situati lungo la tratta dimessa .
Considerato che
la recinzione provvisoria, piu’ volte rimossa, non riescono ad impedire che la sede della tratta sia soggetta a scarico di rifiuti solidi urbani e materiale di risulta di ignoti;
il suddetto deposito mette a rischio la sicurezza e la sanità pubblica.
Tutto ciò premesso e considerato, la Vesuviana comunica che il giorno 09/01/2012 si provvederà a ripulire l’area interessata da tutti i materiali depositati e successivamente a chiudere in modo provvisorio!!!! (con muri in cemento armato) i varchi con idonei manufatti ancorati al terreno, atti ad impedire l’accesso alla sede.
Vista la premessa e le conclusioni della nota della Vesuviana il nostro comitato che da anni si batte per la pulizia del territorio, denuncia ancora una volta la cattiva gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e l’assenza totale di spezzamento in alcune aree del paese.
I varchi di cui parla la Vesuviana nella nota si trovano al centro del paese di Boscotrecase: Via Promiscua, Via Cardinal Prisco, Via Mortai, Via Nazionale.
Scritto da Mariarosaria Sabato 14 Gennaio 2012 15:47
Purtroppo non appartengono a nessun film con straordinari effetti speciali,  le immagini che stanno andando ripetutamente in onda in TV e che stanno facendo il giro della rete. Quell'enorme nave, che ormai sorge dalle acque solo per metà della sua lunghezza, appartiene alla realtà , come appartiene realmente il dramma e la paura vissuta da 4.229 persone che erano a bordo della Costa Concordia. Sperando che il numero di morti, che ora è arrivato a 3  non aumenti, risultano 14 feriti, di cui due in gravi condizioni  mentre si contano 50 dispersi.  La lista dei passeggeri, resa nota in tarda mattinata di sabato, contava 4.229 persone. Dopo il recupero delle stesse, ne sono state censite 4.179.  La compagnia Costa Crociere ha reso noto la nazionalità e l'esatto numero passeggeri a bordo di Concordia. In tutto 3.216, per la maggioranza italiani (989), tedeschi (569), francesi (462), spagnoli (177), americani e croati (rispettivamente 129 e 127) e di altre 56 nazionalità . A questi vanno sommati i 1.013 membri dell'equipaggio, per un totale complessivo di 4.229 persone.Â
L'impatto con uno scoglio è avvenuto all'ora di cena quando la Concordia si trovava nei pressi dell'Isola del Giglio.  Un forte scossone, poi via la luce che da posto alla paura e al panico. Per precauzione tutti i passeggeri vengono inviti ad indossare i salvagente e a dirigersi verso le scialuppe, ma solo per precauzione. Tutto sembrava fosse finito lì, solo un grande spavento. Ma poi, durante l'evacuazione, qualcosa non ha funzionato: molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno forse vi si è gettato per la paura mentre lo scafo si inclinava sempre più, e ha dovuto vedersela con il freddo del mare e della notte. Tutte da accertare le cause della morte delle vittime: ipotermia, forse, ma non si esclude un malore, né si sa se fossero tra quelli finiti in acqua.
 Sulla fiancata dello scafo, dopo l'impatto, si apre uno squarcio di circa 30 metri e la nave inizia a imbarcare acqua. Arriverà , nel corso della notte, a inclinarsi di 80 gradi, praticamente a sdraiarsi, poggiandosi sul fondo. Proprio la secca le impedirà di affondare completamente.  La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera «Profumo degli agrumi» nel Mediterraneo, ed era partita circa due ore prima da Civitavecchia. L'Isola del Giglio, dove i passeggeri sono stati evacuati in attesa di essere trasferiti in altri luoghi con maggiore ricettività , era a due passi quando il «tempio galleggiante del divertimento», per motivi ancora da accertare, si è incagliata alle secche di Punta Gabbianara.
È in corso negli uffici della Capitaneria di porto dell'Isola del Giglio l'interrogatorio di Franco
Schettino, comandante del Concordia. Il comandante, napoletano di Meta, deve ricostruire le fasi dell'incidente e spiegare come mai si fosse avvicinato così tanto all'Isola. Secondo i programmi, infatti, la Concordia avrebbe dovuto attraversare il canale tra l'Argentario e l'Isola del Giglio a 5 miglia dalla costa italiana, e quindi a 3 dall'isola e dalla secca sulla quale si è incagliata. Il Giglio dista dalla terraferma 16 km, cioè 8,6 miglia nautiche.
La Procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta pernaufragio, disastro e omicidio colposo. Non risultano ufficialmente indagati. Le tre vittime, in base ai primi accertamenti medico legali, sono morte per annegamento, le salme sono all'obitorio dell'ospedale di Orbetello. Nelle fasi concitate del naufragio molte persone sono cadute in acqua o si sono gettate in mare, riportando anche fratture e principi di assideramento.Â
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Oggi 17 Marzo 2011, nel giorno in cui si festeggia il 150 esimo anno dell'Unità d'Italia, pur essendo ancora il sito in fase di manutenzione e di normale rodaggio, non possiamo non intervenire, anche solo con poche parole, per esprimere il nostro pensiero in uno dei giorni più importanti della nostra storia. Mentre scrivo il Presidente ella Repubblica Giorgio Napolitano è impegnato nel suo discorso alle Camere riunite a Montecitorio. Sono presenti tutti: i presidenti di camera e senato, il presidente el consiglio, i ministri, i sottosegretari, i presidenti emeriti della repubblica, il presidente della corte costituzionale, il segretario di stato vaticano, i governatori delle varie regioni, i sindaci, e molti personaggi della società civile. E sono presenti anche i ministri della Lega Nord, Bossi, Maroni, Calderoli. Sono presenti in aula, anche se al momento dell'Inno di Mameli, mentre tutti cantano le note dell'inno nazionale, loro, i leghisti, restano in silenzio. Qualcuno direbbe sempre meglio di alcuni parlamentari della stessa lega che addirittura hanno deciso di non essere presenti in aula. Bossi tra l'altro aveva dato ampia libertà di decidere secondo coscienza.
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